“All’ombra della casa del Papa …”

«La vostra Comunità, che si trova nel territorio delle Ville Pontificie, vive all’ombra della Casa del Papa ed è, pertanto, molto stretto il legame spirituale che esiste tra voi e il Successore di Pietro».  Questo è quanto ha affermato Papa Benedetto XVI nell’incontro avuto con noi il 15 settembre 2007 a Castel Gandolfo.

Sin dagli inizi della fondazione del nostro monastero, un vincolo di comunione del tutto singolare ha unito profondamente la nostra Fraternità al Sommo Pontefice. Abbiamo una missione singolare che siamo chiamate ad incarnare con la nostra vita e con il nostro carisma: essere fiaccole ardenti di amore, “mani giunte” che vegliano in preghiera incessante, distaccate totalmente dal mondo, per sostenere il ministero di colui che Gesù ha chiamato a guidare la sua Chiesa.

Diversi sono gli incontri annotati nelle cronache manoscritte custodite nel nostro archivio. Ne riportiamo, di seguito, solo una breve sintesi.  

Benedetto XVI, in visita al Monastero durante un breve soggiorno
nel palazzo apostolico di Castel Gandolfo,8-Comunità celebra con la Comunità i vespri e sottolineando nell’omelia come «Il fondo della realtà è proprio l’amore, che è la verità, e la verità è l’amore: è più forte di tutti i “pensieri” del mondo. Così possiamo lasciarci cadere in questo abisso dell’amore di Dio, con il Dio che è più forte di ogni male». Successivamente incontra le Sorelle nella sala comunitaria. Incontralo ha significato comprendere come nel Vangelo “grandezza” e “piccolezza” vadano insieme ridestando in noi il sapore di un’esperienza viva di Dio. Ribadendo il grande valore della nostra vocazione ci ha detto: «È un servizio per la Chiesa universale, per tutta la Chiesa: stare insieme al Signore, per il Signore, e così tenere viva la presenza della contemplazione, la fede in Dio, con la centralità di Dio. È molto importante che ci siano persone che annunciano che “essenziale” è Dio. E poi testimoniare questa unione col Signore». 

  • 15 agosto 2013

papafrancescoPapa Francesco, in visita al Monastero, vive con la Comunità alcuni momenti in preghiera sostando nel Coro e si trattiene, poi, qualche istante in raccoglimento davanti al sarcofago che contiene il corpo della Venerabile Serva di Dio Suor Maria Chiara Damato. Incontrandoci, di seguito, nella sala comunitaria ci consegna un “magistero di vita fraterna” e lascia scritto sul registro delle firme: «Per favore, custodite l’identità della vostra consacrazione, l’appartenenza al carisma fondazionale. E pregate per i peccatori, dei quali io sono il peggiore».

  • 14 luglio 2013

Papa Francesco visita per la prima volta la Comunità, affermando il valore incalcolabile che attribuisce alla preghiera: «Sono venuto qui perché so che voi pregate per me! Vi ringrazio tanto per tutto quello che voi fate per la Chiesa: la preghiera, la penitenza, il custodirvi l’una l’altra … È bella la vostra vocazione alla vita contemplativa».

  •  28 marzo 2013

Benedetto XVI, in visita al Monastero dopo aver già rinunciato al pontificato, celebra con la Comunità la Messa in Cœna Domini, confermandoci e incoraggiandoci a vivere radicalmente la nostra vocazione.

  • 15 settembre 2007

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la Comunità nel Palazzo Apostolico
di Castel Gandolfo e, dopo 7l’indirizzo domaggio della Madre, ha rivolto un toccante discorso sul valore della vocazione alla vita contemplativa, sottolineando che «di fronte a quanti considerano le claustrali come emarginate dalla realtà e dall’esperienza del nostro tempo, la vostra esistenza ha il valore di una singolare testimonianza che tocca intimamente la vita della Chiesa e, anche se non ha sempre eco nella pubblica opinione l’impegno silenzioso di coloro che cercano di mettere in pratica con semplicità e gioia il Vangelo “sine glossa”, è veramente straordinario l’apporto che voi date all’opera apostolica e missionaria della Chiesa nel mondo. Il Papa attende da voi che siate fiaccole ardenti di amore, mani giunte che vegliano in preghiera incessante, distaccate totalmente dal mondo, per sostenere il ministero di colui che Gesù ha chiamato a guidare la sua Chiesa».

 

  • 19 settembre 2004

Giovanni Paolo II incontrò la Comunità all’eliporto delle Ville 20Pontificie. Il giorno seguente, facendosi voce attraverso il suo Segretario personale, Mons. Stanislao Dziwisz, comunicò telefonicamente alla Madre, Suor Maria Concetta Sfregola, di aver percepito l’unità della Comunità e raccomandò di continuare il cammino rimanendo “forti nell’unità”, così come nel corso dei secoli la Fraternità aveva cercato sempre di vivere e testimoniare. In quell’occasione, come segno di stima e di affetto, fu donata alla Comunità la veste talare bianca indossata dal Santo Padre.

  • 2 agosto 1985

Giovanni Paolo II invitò tutta la Comunità al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per una Celebrazione Eucaristica.

  • 24 luglio 1985

Giovanni Paolo II, informato che la nostra Comunità avrebbe dato inizio alla fondazione di un Monastero a Rimini, invitò ad una Celebrazione Eucaristica nella sua Cappella privata di Castel Gandolfo il gruppo delle Sorelle che sarebbero partite.

  • 14 agosto 1979

Giovanni Paolo II celebrò l’Eucaristia nel Coro interno del Monastero. Nell’omelia papagiovannipaolo2espresse la sua gioia con viva commozione e, tra le altre cose, disse: «Voi vivete la vostra esistenza contemplativa proprio qui vicino alla mia residenza estiva! Tra tutte le persone che il Papa ama da vicino, voi siete certamente le più preziose perché il Vicario di Cristo ha un bisogno estremo del vostro aiuto spirituale e conta soprattutto su di voi che, per divina vocazione, avete scelto la parte migliore, e cioè il silenzio, la preghiera, la contemplazione, l’amore esclusivo di Dio … Voi accompagnate l’umanità con la vostra preghiera … e per questo anch’io guardo con fiducia alle vostre mani giunte e affido all’ardore della vostra carità l’assillante missione del Supremo Pontificato».

 

  • 3 settembre 1971

18-714x1024Paolo VI fece visita al Monastero e, mentre raggiungeva la cappella interna, si fermò davanti alla lapide che riporta i nomi delle 18 Sorelle morte sotto i bombardamenti del 1944. Il Santo Padre ribadì che la sua visita «voleva essere una risposta alla tacita obiezione che considera le contemplative come emarginate dalla vita, dalla realtà e dall’esperienza del nostro tempo», sottolineando che la vita delle Sorelle Clarisse è un “no” alla falsa opinione ed un “si” al valore di una testimonianza che tocca intimamente la vita della Chiesa. Prima di salutarle, raccomandò alla loro preghiera l’imminente Sinodo dei Vescovi.

 

 

 

 

 

Pio IX

Pio IX

  • 4 luglio 1870

Pio IX si recò al Monastero portando in dono una scatoletta di cristallo legato in oro per deporvi qualche reliquia. Fece una breve esortazione affinché le Sorelle pregassero con fervore, sull’esempio di santa Giacinta e santa Veronica, per la conversione dei peccatori, trovandosi la Chiesa a quel tempo molto travagliata dalla “setta dei politici”.

  • 1° settembre 1869

Pio IX, visitando il Monastero, fece una breve esortazione sulla comparsa che tutti dobbiamo fare al tribunale di Dio e sulla brevità della vita e, data la benedizione, se ne partì.

  • 19 febbraio 1868

Pio IX fece nuovamente visita al Monastero.

  • 9 agosto 1867

Pio IX visitò nuovamente la nostra Comunità.

  • 18 ottobre 1866

Pio IX, visitò il Monastero, scrivendo di propria mano un memoriale contenente alcune indulgenze.

  • 24 febbraio 1859

Pio IX visitò il Monastero portando in dono una scatola di fichi secchi.

  • 2 agosto 1851

Pio IX venne nella chiesa del Monastero per ascoltare la Santa Messa e ricevere l’Indulgenza della Porziuncola. Successivamente mandò, tramite il confessore delle Sorelle, la somma necessaria per la dote di una giovane che desiderava entrare in Monastero, la quale dopo aver fatto la Professione prese il nome di Suor Maria Giovanna in segno di gratitudine, essendo questo il nome di battesimo del Papa.

  • 12 febbraio 1847

Pio IX si recò al Monastero e ammise all’antica usanza del “bacio del piede”[1] le Sorelle più giovani, mentre alle più anziane, per non farle piegare, presentava la mano. Dopo aver dato la benedizione, se ne partì.

Gregorio XVI

Gregorio XVI

  • 24 ottobre 1832

Gregorio XVI si recò presso la nostra Comunità accompagnato dal Card. Odescalchi, protettore del Monastero. Benedisse molte corone del Rosario. Passando all’infermeria entrò nella cella di una Sorella ammalata, la incoraggiò a portare la croce, le diede l’indulgenza plenaria per tutti i suoi peccati, mentre la Sorella gli baciò molte volte la mano. Dopo aver dato a tutte la benedizione, se ne partì.

Leone XII

Leone XII

  • 3 maggio 1823

Leone XII venne in incognito ed improvvisamente, affinché non si facesse nessun preparativo.

Pio VII

Pio VII

  • 30 ottobre 1801

Pio VII si degnò di recarsi nella chiesa esterna del Monastero. Poi visitò il Monastero e, dando la santa benedizione, se ne partì.

Clemente XIII

Clemente XIII

  • 8 dicembre 1758

Clemente XIII visitò la chiesa esterna, entrò in Monastero per dare la benedizione alle Sorelle, si recò all’infermeria per benedire le ammalate e a quella più anziana pose la sua mano sul capo. In quell’occasione la Madre chiese l’indulgenza plenaria per il Crocefisso che ogni Sorella portava indosso.

Bnedetto XIV

Benedetto XIV                                                      

  • 8 dicembre 1745

Benedetto XIV celebrò l’Eucaristia e si trattenne con la Comunità in Monastero.

  • 8 dicembre 1743

Benedetto XIV venne di nuovo nella nostra chiesa esterna e, dopo una breve orazione, si portò tra le due porte della nostra clausura e da qui, benedicendo tutte, se ne partì.

  • 8 dicembre 1740

Benedetto XIV si trovava a Castel Gandolfo e venne al Monastero per la Celebrazione Eucaristica.

Clemente XI

Clemente XI

  • 1° agosto 1718

Clemente XI fece visita alla Comunità assieme a vari Cardinali, tra i quali Francesco Barberini. Il Papa raccomandò molto alle preghiere delle Sorelle gli urgenti bisogni della Chiesa.

  • 10 ottobre 1715

Clemente XI, essendo venuto nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, venne a celebrare la Santa Messa nella chiesa esterna del Monastero. Dopo la Celebrazione, entrò in Monastero e parlò con la Madre e la Vicaria, alle quali mostrò di aver molto gradito alcuni lavori in paglia realizzati e a lui donati dalle Sorelle. Al termine diede a tutte la benedizione.

  • 16 giugno 1713

Clemente XI celebrò la Santa Messa nella chiesa esterna del Monastero. Al termine, come era sua consuetudine, fece una paterna esortazione.

  • 25 giugno 1712

Clemente XI venne a celebrare la Santa Messa. Fece una paterna esortazione, esortando alla santa osservanza della vita spirituale.

  • 23 giugno 1711

Clemente XI tornò di nuovo a risiedere per un periodo nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e venne al Monastero.

  • 8 giugno 1710

Clemente XI, nel decimo anno del suo Pontificato, venne a Castel Gandolfo. Venne in visita al nostro Monastero la domenica di Pentecoste e celebrò la Santa Messa nella nostra chiesa esterna. Fece una breve esortazione magnificando la Comunità e indirizzando parte del discorso di lode alla Venerabile Madre Francesca Farnese, fondatrice del nostro Monastero.

Alessandro VII

Alessandro VII

  • 12 maggio 1656

Alessandro VII, nell’anno secondo del suo Pontificato, venne a Castel Gandolfo. In occasione della festività di san Pancrazio, patrono della Diocesi, dopo aver celebrato l’Eucarestia nella Cattedrale di Albano, volle visitare il Monastero e partecipò alla santa Messa nella nostra chiesa esterna. Volendo arricchire la comunità di beni celesti e grazie spirituali, concesse l’indulgenza ai Crocifissi che le Sorelle portavano indosso e in più concesse un’indulgenza straordinaria al grande santo Crocifisso esposto alla venerazione comune delle Sorelle. Congedandosi, lasciò in dono alla Comunità scudi d’argento, candele, torce e due ampolline di cristallo dorato.

 

[1] Il bacio del piede, segno di venerazione, risale almeno al sec. VIII, quando Giustiniano II rese questo omaggio a papa Costantino (708-716)
Angelo Giuseppe Roncalli, eletto papa il 25 ottobre 1958 con il nome di Giovanni XXIII abolisce il bacio del piede